Sulla pagina 126 de «Il magico potere del riordino» c'è un consiglio spietato: «Butta via tutto». Ecco la storia di come quel capitolo mi ha fatto ritrovare una storia scritta 16 anni fa... prima di farne sparire per sempre le pagine manoscritte
C’è un’ironia sottile e bellissima nel modo in cui certe storie decidono di riemergere, specialmente quando entra in scena Marie Kondo. Marie Kondo enters the picture.
Circa sedici anni fa, la mia vita era scandita da notti insonni. Quando il mondo dormiva e il silenzio si faceva denso, per me c'erano solo due modi per lasciar fluire i pensieri: prendere in mano una matita per disegnare, oppure scrivere.
Ricordo ancora quando, esplorando la Scozia su Google Maps durante una di quelle notti, mi innamorai perdutamente di Inverness: le sue nebbie, le sue atmosfere, quel fascino misterioso. Fu lì che piantai il primo seme di quella che anni dopo sarebbe diventata la saga di Áetheria.
All'inizio scrivevo al computer, ma ben presto la tastiera diventò troppo rigida, pesante, poco adatta alla libertà di cui avevo bisogno. Così passai ai taccuini. Quaderni su quaderni riempiti a mano, a matita, tra la penombra e il silenzio della notte.
Poi la vita cambia ritmo. Subentrano altre priorità, il tempo si stringe e quei quaderni sono finiti in fondo a uno scatolone, dimenticati per anni.

Il ritrovare e la "trappola" della pagina 126
Qualche anno fa ho acquistato il cofanetto di Marie Kondo con Il magico potere del riordino per fare un po' di pulizia e liberarmi del superfluo. Aprire quegli scatoloni doveva servire solo a fare spazio, e invece... tra la polvere sono riemersi loro: i miei vecchi quaderni.
Rileggerli è stato un tuffo nel cuore. Ho rivisto la me di sedici anni fa e la passione pura di chi scriveva solo per il bisogno primordiale di raccontare. Quella storia mi ha afferrata di nuovo, con una forza che non potevo più ignorare. Mi sono messa al computer e ho trascritto tutto, parola per parola.
Ed è qui che è scattata la "trappola".
Sulla pagina 126 del libro, nel capitolo dedicato all'organizzazione delle carte, Marie Kondo scrive a chiare lettere: «Per i documenti vale la regola del "butta via tutto"». Presa dalla foga del decluttering e forte del fatto che ormai tutto era sano e salvo sul computer, ho fatto la cosa più drastica che un'autrice possa fare: ho preso tutti i quaderni originali e li ho buttati via.
Sì, ho eliminato la testimonianza manoscritta del mio stesso romanzo!
La lezione dietro il riordino
Allora non pensavo minimamente che un giorno avrei pubblicato Le Ombre di Áetheria. Per me era solo un'operazione di riordino logico: il testo era al sicuro sul PC, i fogli ingombravano. Oggi, se potessi tornare indietro, prenderei quei quaderni e li riporrei con cura gelosa in una scatola.
A farmi da testimoni di quel passato restano fortunatamente dei vecchi file di salvataggio risalenti al 2009, file che testimoniano le primissime bozze e le storie nate in quell'epoca.
Eppure, a pensarci bene, se non avessi aperto quel libro di Marie Kondo e non fossi andata a caccia di scatoloni da riordinare, Áetheria sarebbe ancora lì sotto, al buio.
I fogli di carta non ci sono più, è vero. Ma la storia era viva: aveva solo bisogno che qualcuno le togliesse la polvere di dosso per ritrovare la strada verso la luce.
E a voi è mai capitato di lasciar andare qualcosa di prezioso presi dalla foga di fare spazio? Raccontatemelo nei commenti!


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