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Voto: 4,75/5
Title: I miei giorni alla libreria Morisaki
Author: Satoshi Yagisawa
Genere: Narrativa contemporanea / Spaccato di vita quotidiana / Letteratura giapponese Cozy
My Rating:
I miei giorni alla libreria Morisaki
Rating: 4/5
Trama
Takako ha venticinque anni e una vita piuttosto piatta, fatta di abitudini e poco altro. Quando scopre che l'uomo di cui è innamorata sta per sposarsi, sprofonda ancora di più nella sua apatia. Proprio in quel momento riceve una telefonata inaspettata dallo zio Satoru, che non vedeva da anni: un uomo eccentrico, proprietario di una piccola libreria dell'usato nel quartiere di Jinbōchō, a Tokyo, che appartiene alla sua famiglia da tre generazioni. Lo zio le offre una stanza sopra il negozio, in cambio di una mano ogni tanto nella gestione della libreria, e da lì comincia per Takako un lento percorso di rinascita, tra libri, incontri e la riscoperta di sé stessa.
La mia impressione
Una lettura leggera, senza colpi di scena, ma proprio per questo capace di sembrare una storia che potrebbe succedere a chiunque. Non c'è bisogno di una trama elaborata: basta la quotidianità di una libreria, di un quartiere, di due persone che imparano piano piano a ritrovarsi.
La cosa che mi è piaciuta di più è la figura dello zio Satoru. Quando scopre della separazione di Takako, anche senza conoscere i dettagli della storia, le offre subito un posto dove stare, senza fare domande, senza pretendere nulla in cambio se non un aiuto occasionale in libreria. Non la pressa perché si rimetta in piedi in fretta, le lascia il suo tempo per riprendersi a modo suo. Ed è proprio questo tipo di presenza discreta, che c'è senza invadere, a renderlo uno di quegli zii che tutti vorremmo avere: un punto fermo a cui appoggiarsi quando ne abbiamo bisogno. E poi, quando viene a sapere cosa ha fatto l'uomo alla sua "nipotina", non esita a difenderla e a ribellarsi con fermezza, mostrando un lato più combattivo che rende il personaggio ancora più completo, non solo un rifugio gentile ma anche qualcuno pronto a proteggere chi ama.
C'è poi un altro filo narrativo che mi ha colpita profondamente: quello della zia, Momoko, la moglie di Satoru. Per anni è sparita, lasciando lo zio da solo, per proteggerlo dalla scoperta della sua malattia. Quando poi riappare, la riavvicinamento è complicato: il peso di sapere che lui ormai conosce la verità la spinge a sparire di nuovo, come se non riuscisse a reggere il fatto di essere stata scoperta. Ma alla fine torna, non perché è malata, ma perché non riesce a stargli lontano, perché lo ama, e vuole passare con lui gli ultimi giorni vivendoli sereni, insieme anche a Takako, la nipote con cui inizialmente non ha un buon rapporto. È un percorso che si costruisce piano piano: Takako impara a volerle bene e a capire, col tempo, il perché di una scelta che all'inizio sembra solo un abbandono, ma che si rivela un gesto d'amore fatto a modo suo, sbagliato forse nella forma ma sincero nella sostanza.
In sintesi
Un libro delicato, che non punta sulla sorpresa ma sulla capacità di far sentire il lettore accolto, un po' come accade a Takako tra gli scaffali della libreria Morisaki. Perfetto per chi cerca una lettura rilassante e riflessiva, capace di scaldare senza pretese.


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