La Ragazza di Mezzanotte - Alcune voci arrivano solo a chi sa ascoltare

⭐⭐⭐⭐⭐ 5/5 from readers

Genere: Mistero / Fantasy Contemporaneo / Narrativa Psicologica

Un thriller metafisico inquietante in cui la finzione si rifiuta di rimanere confinata alla pagina.

Uno scrittore di successo, una crisi creativa, un parco deserto a mezzanotte. E una voce nel buio che lascia un biglietto prima di sparire.
Quello che sembra l'inizio di una storia d'amore impossibile diventa qualcosa di molto più grande: le parole che lui scrive non restano sulla pagina. Da qualche parte, in un mondo che non dovrebbe esistere, stanno cambiando la vita di qualcuno realmente intrappolato, e che aspetta solo che lui trovi il coraggio di riscrivere il finale prima che sia troppo tardi.
Un romanzo sul potere delle parole, sull'attesa, sulle voci che arrivano solo a chi sa ascoltare davvero.
Una voce. Un Computer. Un mistero impossibile.

Perfetto per chi ama:
✔ Thriller metafisici e psicologici
✔ Realismo magico e misteri impossibili
✔ Luoghi sospesi tra sogno e realtà
✔ Storie che sfidano i confini dell'immaginazione
✔ Un mistero che cresce pagina dopo pagina
✔ Atmosfere evocative che restano nel cuore

Cosa dicono i Lettori

★★★★★

Il legame tra il blocco creativo e l’elemento soprannaturale

“Un romanzo ricco di descrizioni evocative e atmosfere misteriose, che unisce il tema del blocco creativo a elementi paranormali. La storia coinvolge grazie al rapporto tra il protagonista, Edmund ed El, mantenendo fino all’ultima pagina un senso di meraviglia e malinconia.”

— L’alchimista delle parole, Amazon

★★★★★

Breve ma super intenso!

“Il secondo libro che leggo di L. K. Aerden e anche sta volta non mi ha affatto deluso. Anzi!!! Breve ma intenso e ricco di suspance. Consigliatissimo!!”

— Angelo Aiello, Amazon

★★★★★

Un libro che dovete leggere!

“Che viaggio incredibile è stato leggere queste pagine! Adoro come giochi con la metanarrativa e con l’idea profonda che le storie abbiano una vita propria. Il finale? Un meraviglioso e poetico passaggio di testimone che ti lascia una voglia incredibile di sederti su una panchina ad ascoltare il mondo.”

— rottasud, Amazon (acquisto verificato)

Leggi l'estratto

(Capitolo 1 - Incipit)

“Oggi, una giornata come tante, stessa routine, stessa giornata. Torno a casa che sono stanco di ripetere sempre le stesse cose. Mi sento invisibile, mi sento come se gli altri nemmeno sentissero la mia voce, nemmeno vedessero i miei sforzi per interagire come fanno fra di loro.”

Naaaa.

Che inizio triste. Riproviamo.

“Oggi giornata come tante, stessa routine, stessa giornata …”

Noooo, Non mi va di stare a casa, stasera esco e ti racconterò come è iniziato tutto.

Il cursore lampeggia.

Una riga scritta.

Due cancellate.

Il documento si chiama:

“NUOVO_ROMANZO_v27_definitivo_vero.docx”

Che già dal nome fa capire che non è definitivo per niente.

Sbuffo.

Apro la mail.

Marco Ferretti.

Oggetto: Hai qualcosa da mandarmi?

Non apro nemmeno il messaggio.

Chiudo il laptop.

Ok basta.

Se resto qui stasera finisco a fissare il cursore fino alle tre.

Scarpe? Messe. Giacca? Messa. Ombrello? Si, meglio portarlo, ho visto dei nuvoloni. Registratore, eccolo, cellulare pure, Chiavi?

Chiudiamo lo zaino. Ok pronto per uscire.

Prendiamo la bici? Si dai così arrivo prima al parco. Sono le 22:35 ok andiamo.

“Sera signora Kindley come va stasera?”

“Bene grazie, stasera esci così tardi?”

“Si, non resistevo, stasera ho voglia di una passeggiata.”

“Quando la mia gamba starà meglio mi porterai con te?”

“Certo, volentieri. Ci vediamo, le auguro intanto una buona notte.”

“Tornerai tardi?”

“Penso di sì. Spero di riuscire a trovare qualche idea per il nuovo libro.”

“Ma dai ne stai scrivendo un altro? Fammelo sapere quando uscirà eh.”

“Ma certo, lei lo sa, avrà la prima copia, è la mia prima critica preferita, ci vediamo, a presto.”

“Buona passeggiata e stai attento.”

“Lo farò signora, grazie.”

Ok partiamo, tolta la catena, mettiamola nel cestino e piede sui pedali.

L’aria della sera punge il viso appena abbastanza da tenermi sveglio. Sa di pioggia lontana e asfalto bagnato.

Le ruote della bici fanno quel rumore morbido sull’umidità della strada.

Ci sono poche persone in giro, beh, meglio per me.

Oddio m’ero scordato, ecco, fari della bici accese, ma la torcia nello zaino sarà carica?

Non ricordo di averla caricata, va beh oramai sono per strada casomai userò il cellulare se servirà.

Piccola sosta, “Hey cucciolo ecco, come sei soffice, si, si ecco il solito premio per te, ci vediamo al ritorno eh”

Continuiamo. Piede sui pedali e via la strada oggi sembra scivolare più veloce e leggera.

Ecco siamo quasi arrivati.

Arrivato, ecco. Catena e entriamo nel parco.

Che pace che c’è qui. L’aria stasera è frizzantina, per fortuna ho portato la giacca. Prendiamo il registratore su e iniziamo.

“Oggi giornata come tante, stessa routine. Non mi va di stare a casa, mi sento invisibile …”

Brr davvero stasera è bella frizzantina, adoro questo accenno di vento che muove le foglie degli alberi.

Un respiro profondo… Aaah ho fatto bene a uscire stasera.

“Il vento si diverte a suonare la sua melodia con le fronde degli alberi insieme al gorgoglio del ruscello che costeggia il sentiero ne scaturisce un’opera che solo la natura sa scrivere.”

Uh bella questa frase, la userò nel libro.

Oh ecco la panchina, mi siedo un attimo ho camminato un bel po’ e poi che vista, da qui si vede tutta la città che si specchia con le sue luci sul lago che oggi è particolarmente pacifico e piatto.

È quasi mezzanotte, che cielo stellato, le nuvole che c’erano prima sono sparite quasi del tutto, mi prendo un attimo di pausa e poi ricominciamo a registrare per il libro.

Che pace…

Registratore in mano…

“Oggi, una giornata come tante, stessa routine, stessa giornata. Torno a casa che sono stanco di ripetere sempre le stesse cose. Mi sento invisibile, mi sento …”

Crack.

Mi immobilizzo.

Non un rumore forte. Non un ramo spezzato davvero. Più il suono leggero di qualcosa che ha pestato una foglia secca.

Il registratore continua a girare nella mia mano.

Il vento si ferma.

O forse sono io che smetto di sentirlo.

Resto in ascolto.

Silenzio.

Poi.

“Mi scusi…”

La voce arriva dal buio.

Morbida. Calma. Vicino.

Troppo vicino.

“Non volevo disturbare.”

“No aspetta, scusa chi sei, da dove sei uscita …”

Oddio s’è dileguata, ma come ha fatto così veloce. E che voce stupenda, non sono riuscito a vederla, ma la voce è incantevole, calda, calma, triste ma allegra, oddio devo scoprire chi è.

Torno indietro.

Ma quanto è veloce, non si vede da nessuna parte. Una piccola corsetta, magari riesco a raggiungerla. Ecco la bici, sono arrivato fuori dal parco e di lei nessuna traccia, ma chi era?

Per terra.

Un foglietto piegato in due.

Lo raccolgo.

Thin, ivory colored paper.

Perfettamente piegata.

Come se fosse stata preparata prima ancora che io arrivassi.

Lo apro.

“Mi scusi ancora. Spero di fare più piano la prossima volta.”

La calligrafia è precisa.

Troppo precisa.

La prossima volta? Vuol dire che viene spesso? Ma chi è?

Alcune storie ti cambiano la vita.
Altre iniziano a scriverla.

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